Altra Running

Lone Peak 3.0

Prossimamente.

Saucony Fastwitch

Questa scarpa Saucony nasce per le competizioni, e messa sulla bilancia non tradisce le aspettative. 175 grammi in US 8 (41). Appena calzata la prima cosa che si nota è l'estrema stabilità data da un differenziale basso (4 millimetri) unito ad un'altezza di suola di 14 mm nell'avampiede e 18 mm nel tallone. L'ammortizzazione è proporzionata alla tipologia di scarpa, sufficiente per smorzare gli impatti dovuti dalla corsa e non eccessiva da assorbire parte della forza che si imprime nell'atto della spinta.

Allenamenti brevi ad alta intensità e gare su distanze fino hai 21 km (se si ha una buona tecnica di corsa) trovano in questa scarpa un'ottima alleata per non aggiungere secondi al proprio tempo al km.

Estremamente reattiva e con un buonissimo grip mi ha soddisfatto in pieno provandola su un 10000 competitivo con molte curve.

Saucony Peregrine 7

Dopo essermi trovato benissimo con la versione precedente non potevo far altro che continuare ad affidarmi alla Peregrine per affrontare in sicurezza e confort i trail fino a 50 km. La versione 7 a avuto qualche ritocco e miglioramento ma non ha stravolto l'impostazione di base. E' più fasciante nell'allacciatura rendendo il piede più fermo e stabile, cosa che ho apprezzato molto visto che ho un piede sottile. Il materiale della tomaia risulta più robusto ovviando cosi al rischio di usura precoce o a rotture accidentali dovute a rovi o rami trovati sul percorso. 

L'ammortizzazione è sempre ottima come nella versione precedente, è stato inserito l' Everan su tutta la pianta del piede che se da una parte offre una schermatura migliore a sassi e rocce, dall'altra rende la scarpa leggermente meno flessibile e "pronta" ma comunque sempre reattiva e facile da spingere.

Infine il grip, che come già provato in precedenza, non tradisce. La suola è sempre in powertrac e qualsiasi fondo o pendenza ci si trovi ad affrontare a un'ottima tenuta. 

Newton Kismet

Ecco la scarpa scelta per la 100 km del passatore. Newton Kismet si colloca nella fascia intermedia di Newton in fatto di differenziale, ha infatti un dropp di 4,5 mm uguale a quello della Fate che avevo già provato l'anno scorso ma ha una pianta leggermente più ampia che la rende secondo me più adatta alle lunghissime distanze in quanto da un po più di stabilità sopratutto quando la stanchezza si fa sentire. Al momento vi ho percorso una cinquantina di chilometri come adattamento, non riscontrando nessun problema essendo molto simile come calzata e risposta alla Fate. A breve conto di testarla nell'ultimo lunghissimo pre-Passatore.

8/5/2016 effettuato ultimo lunghissimo pro-passatore https://connect.garmin.com/modern/activity/1160550536

Che dire, la scarpa si è comportata come speravo, sempre comoda e ben fasciante, direi un tutt'uno con il piede, sono partito subito in saliscendi e complice la gamba ancora fresca fino a Marradi si spingeva che era una meraviglia, da lì salita del Carnevale di 5-6 km con pendenza 7-8% fatta grossomodo ai 6' al km con la scarpa che si comportava alla grande, leggera e con quel senso si propulsione in avanti che amo da matti. La discesa fino a Palazzuolo l'ho affrontata con discreta prudenza (circa 4':30" al km) e non mi ha creato problemi, da lì sapevo che per arrivare alla Colla di Casaglia avrei dovuto affrontare circa 1000 metri di dislivello, salendo prima il passo Sambuca e dopo una breve discesa la risalita a Prato all'Albero. Alla Colla avevo percorso 41 km circa e la salita era terminata, ovviamente le gambe incominciavano a farsi sentire ma a livello di scarpe era ancora tutto ok.

Inizia la discesa, dopo un km per reimpostare le gambe tutto si fa più fluido, e fino a Marradi (57°km) bene o male le gambe girano.

Gli ultimi 16 km da Marradi fino a poco prima di Fognano dove avevo lasciato la macchina il passo si era fatto inevitabilmente lento (5'30") ma per fortuna le scarpe non hanno creato problemi, non uno sfregamento o fastidio, fasciante con nessun problema di allacciatura e sempre ottima traspirabilità.

Ora più che mai sono convinto che sia per me un'ottima scarpa da

100 km, corso il Passatore le ultime considerazioni.

 

Passo dopo passo le Kismet mi anno portato a Faenza, e sostanzialmente il giudizio positivo che avevo espresso in precedenza è confermato.

Ho fatto un'errore, probabilmente di inesperienza, e cioè quello di stringere troppo la scarpa in partenza. A me la scarpa piace bella aderente in modo di sentirla un tutt'uno con il piede, ma complice il caldo, la salita e le tante ore sulle gambe, quando i piedi si sono gonfiati e irrigiditi ho dovuto allentare i lacci ritrovando così un buon feeling con le scarpe. Per chiudere posso dire che complessivamente mi hanno soddisfatto e che la scelta che ho fatto di correrci il Passatore è stata azzeccata.

 

Saucony Kinvara

Scarpa questa scelta per allenamenti veloci e gare fino alla mezza maratona. Sulla bilancia nella mia misura US 8 (EU 41) ha dato 210 gr. e è dichiarata da Saucony con un differenziale di 4 mm, perfetta quindi come caratteristiche come tipo di scarpa da me ricercato. Dopo un primo allenamento di 14 km non ho riscontrato problemi di adattamento, la tomaia si è rivelata subito morbida e avvolgente e anche l'ammortizzazione è risultata più che sufficiente per una scarpa di questa tipologia. Come da previsione più l'andatura si fa sostenuta più le sensazioni sono buone, già da ritmi a 4:40-4:45 si ha una fluidità di corsa buona, ma per apprezzare al meglio la leggerezza la capacità di spinta e la reattività, la scarpa bisogna portarla a ritmi intorno hai 4 al km e anche meno. Domani secondo test con una mezza.

Prova superata, non ha deluso le aspettative. La mezza maratona di Faenza non è da considerare veloce si disputa infatti su un circuito da ripetere 2 volte con una salita che se pur da non ritenere ripida fa calare la velocità di almeno 20-25 secondi al km e che la successiva discesa non riesce a compensare. Partito sui 4'10" al km con una sensazione di facilità di corsa incredibile, l'appoggio in avampiede dato grazie al dropp ridotto di 4 mm era veloce e reattivo e la sensazione di fluidità di corsa era molto buona. In salita la leggerezza della scarpa ha fatto la differenza, ne ho apprezzato tutti i suoi vantaggi e contrariamente a quello che si può pensare in discesa l'ammortizzazione e la stabilità in corsa non sono mai mancate. Inevitabilmente all'avvicinarsi del traguardo il passo si è fatto un po meno fluido e dall'iniziale spinta di punta sono passato a stare un po più seduto sulle gambe, ma anche in questo caso non ho riscontrato mancanza di ammortizzazione o sostegno. Chiudo la maratonina in 1 ora e trenta a 4'14" di media senza nessun tipo di problemi alle scarpe e ai piedi pur avendoci corso prima solo una volta per 14 km. 

 

Newton Fate

Sono passati 300 km da quando circa tre mesi fa ho iniziato ad utilizzare questa scarpa. Presa in prospettiva di usarla per la 50 km di Romagna non ha deluso le mie aspettative. L'ho utilizzata per allenamenti che hanno variato dai 10 km in su con uno precedente di 49 tre settimane prima dell'appuntamento che mi ero prefissato. Problemi di adattamento non me ne ho avuti, ho riscontrato già da subito la caratteristica fondamentale che promettono queste calzature, ovvero l'appoggio in mesopiede con spinta propulsiva in avanti. A dir la verità i primi 10 km mi sono serviti per capire che tipo di falcata va fatta per trarne i maggiori benefici, ma poi tutto è venuto in modo naturale ed intuitivo. Preparando un'ultra maratona i ritmi erano stati sempre tranquilli non scendendo mai sotto hai 4'30" al km (a parte in discesa) e la comodità della scarpa mi aveva fin da subito colpito favorevolmente. Ora che è in arrivo l'estate e non ho più in previsione chilometraggi lunghi la testerò anche nel veloce (veloce per le mie possibilità). A tal proposito ho effettuato le prime ripetute da un km dopo diversi mesi che non le facevo e devo dire che anche sotto ai 4' al km (3'40"-3'45") le ho sentite molto bene. Ora conto di correrci altri 300-400 km approfondendo la loro conoscenza.

Siamo arrivati a 800 km e il pensionamento si sta avvicinando, l'ammortizzazione e il sostegno non è più chiaramente ai massimi livelli ma devo dire che per chilometraggi fino a 10-15 km si comportano ancora discretamente. La tomaia al contrario è completamente integra, non mostra grossi segni di usura e all'apparenza non sembra una scarpa giunta alla fine del suo ciclo vitale (per correrci).

In conclusione non posso che ritenermi soddisfatto, non hanno tradito le mie aspettative, ora non mi resta che farle arrivare a 1000 km con uscite corte e tranquille per sfruttarle fino in fondo.

Aggiornamento 17/10/2015. Non ho resistito dovevo arrivare a mille chilometri con uscite corte e tranquille e invece le ho usate ancora per una maratona. A Rioveggio in occasione della maratona di Monte Sole hanno dimostrato ancora una volta tanta sostanza per essere scarpe arrivate alla fine del loro ciclo vitale. Davvero scarpe valide. 

Biotex seamless bioflex

Maglia a maniche corte Biotex seamless, provata per un buon periodo, da fine inverno a metà aprile. Nelle giornate più fredde o piovose come maglia da sotto, con il sole e fino ai 18-20 gradi come maglia running. L'ho indossata sempre sotto ai pantaloncini, comodità e traspirabilità molto buona, ampia libertà di movimento morbidissima sulla pelle la si dimentica di averla.